ESPERIENZE DI VITA
Ho concluso, da alcuni giorni, un breve periodo di servizio presso una comunità spirituale che segue gli antichi insegnamenti della Bhagavad gita e dei Veda.
E’ stata una bellissima esperienza di confronto, condivisione, immersione in un’atmosfera spirituale di devozione, introspezione, servizio al prossimo.
La vita in una comunità richiede disciplina, spirito di sacrificio, la capacità di sostenere ritmi di alzata mattutina non indifferente, il dedicare ogni istante della propria giornata al servizio dell’Essere Supremo, che per ciascuno può essere identificato in diverse divinità, con nomi diversi, che tuttavia rappresentano quella Mente divina, infinita, creatrice che ha impregnato il mondo e ogni essere della Sua Coscienza Cristica.
Ho apprezzato molto questi devoti e, osservandoli da vicino, ho potuto constatare davvero come siano mossi da un Intento puro e da tanta devozione e autenticità.
L’atmosfera che ho respirato, fin dal mio arrivo, è stata di grande tranquillità, pacatezza, armonia, che traspariva anche tra di loro e nei loro visi, sereni e pacificati.
Seguendoli nei riti di celebrazione, nel canto del mantra, nella preghiera al divino, nel servizio alle genti, nel portare avanti le priorità quotidiane, non ho potuto non apprezzarli dal profondo.
Sentendo però alcune persone a loro vicine lodare, giustamente questi uomini/donne, dicendo che nessuno di noi potrebbe sostenere il carico da loro portato e i loro ritmi, non ho potuto non pensare, con spirito di gratitudine, anche al valore di azione e servizio di tutte quelle persone “comuni” che operano nel mondo ogni giorno, in luoghi di lavoro non del tutto accoglienti e rispettosi; che in questi due anni hanno magari dovuto anche subire atti di segregazione e isolamento per le loro scelte e valori, proseguendo il cammino con coerenza e integrità, nonostante tutto; che cercano di crescere i figli come meglio possono, portando avanti una famiglia con tutte le difficoltà che comporta e allo stesso tempo fare un lavoro serio e profondo su di sé, impegnativo e quotidiano per divenire esseri umani migliori e incarnare sempre di più quell’Energia Cristica che oggi è pronta ad essere risvegliata e portata nel mondo.
E allora penso che non vi siano da fare paragoni su chi si sacrifica di più o di meno in nome del divino, di chi fa più o meno, di chi è più bravo o devoto perché segue un certo rito, Maestro spirituale, dieta alimentare o altro.
Ciò che conta è ciò che risiede NEL CUORE DI CIASCUNO E SI TRAMUTA IN AZIONI CONCRETE E OPERE DI AMORE E COMPASSIONE verso se stessi e il prossimo, che le si compia da laici, missionari o devoti di qualsiasi movimento spirituale o religioso.
Chi vive in una comunità o in un ashram non è, a mio avviso, da onorare di più di chi vive “la strada” come esperienza di vita e di purificazione.
A ciascuno di questi esprimo il mio grazie e il mio profondo riconoscimento!
In nome del Divino che ci unisce tutti quanti sotto l’unico e vero Messaggio: L’AMORE.
Buona giornata.


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