Andare oltre l’indegnità e l’immeritevolezza per attirare a sé l’abbondanza.
Con il permesso della persona, condivido questa meravigliosa canalizzazione e il suo seguito, perché contiene contenuti di un’importanza, a mio avviso, sostanziale sul ruolo Luce-Ombra nella nostra vita e nelle nostre tante vite percorse sulla Terra.
Ciò che potrete ascoltare e che potrete leggere porta a comprendere il Grande Disegno presente nelle innumerevoli incarnazioni da noi attraversate e il senso profondo della parola RISVEGLIO. Risponde anche alla domanda su come mai la Fonte Creatrice o Intelligenza Universale o Dio, come lo vogliamo chiamare, consenta e abbia consentito a ciascuno di noi e all’Umanità di poter commettere oscenità e abomini nel corso della storia e dei secoli.
La sessione parte dalla domanda della mia cliente di poter lavorare sul tema del DENARO, con la richiesta di andare a ripulire tutti gli ostacoli, impedimenti o memorie alla base della mancanza di denaro nella sua vita.
Attraverso di me, gli Esseri di Luce le chiedono di collegarsi, di “sentire” dove dentro di sé lei percepisce l’indegnità e l’immeritevolezza, ragione per cui lei rigetta l’abbondanza nella vita. Le dicono che occorre riportare a casa frammenti d’anima che si sono separati dall’Unità.
Il Messaggio che da Loro giunge è che l’Anima vuole sperimentare parti di sé che la portano lontano da se stessa, ma che questo Ombra non è, anche se nella memoria cellulare viene registrata come tale e censurata. Questa donna, come creatura umana, ha agito la contrapposizione alla Luce, agendo la proprio Ombra, ma il gioco dell’esistenza è proprio quello di staccarsi dalla Fonte, rimanendo tuttavia collegati ad Essa, perché è la Fonte stessa che richiede tutto ciò.
La Fonte, come pura Luce non potrebbe, per sua Essenza intrinseca, fare un’esperienza in cui poter sentire la qualità del Male. Così ha creato la creatura, affinché lei scegliesse, per la legge del libero arbitrio, la via della Luce e dell’Ombra – ossia il Bene e il Male, come noi lo definiamo sulla Terra – per poi risalire e ritornare alla Fonte.
Questa visione non dà spazio al giudizio, alla dicotomia, alla colpevolizzazione ma ciò che conta è che, prima o poi, l’Essere voglia tornare alla Luce e se lo farà, quando lo farà, sarà ben altro l’Intento, il desiderio, la consapevolezza e la Maestria che agirà. Tuttavia, tante sono le prove che ha da affrontare di vita in vita.
Ora come Creatura di Luce, che ha già scelto la Luce, questa donna non ha più motivo di ripercorrere vite da omicida, aguzzino o persecutore, perché ciò è già avvenuto, come non ha senso aver ancora paura di rivivere quei ruoli e quelle vicende. Gli Esseri di Luce le dicono di accogliere tali memorie, che salgono via via alla coscienza, proprio come farebbe una madre nell’accogliere le malefatte di un figlio.
Intervengo poi io, come Canale, chiedendole di osservare dentro di sé ciò che più le fa paura in merito al denaro e alla mancanza di denaro; entrare dentro di sé in profondità per ricercare la matrice legata a questa parola e la risposta che giunge è: “La vergogna di non avere i soldi per pagare ciò che vi è da pagare”.
Ed io: “Cerca ora la memoria nel corpo che si collega a questa vergogna”
Lei: ” A livello del cuore, nella piccola parte umana, che mi porta a dire che se non ho denaro sono una vittima e non sono io la responsabile”.
L. vede scorrere immagini dentro di sé di vite di povertà, rassegnazione, rabbia e narra, in uno stato di profonda regressione nel suo passato antico: “Essere vittima ti giustifica a compiere tante azioni, perché non è colpa mia ma del fuori, del fato, di chiunque… a compiere anche azioni nefaste che vanno contro la tua natura, i tuoi valori. Sento che in questo sentirmi vittima c’è la giustificazione ad agire contro il Principio dell’Universo , dell’Amore, cosicché posso rubare perché non ho da mangiare e ne ho bisogno e non ne ho colpa io se non ho da mangiare. Posso uccidere perché non ho da sopravvivere e non è colpa mia perché sono la vittima. Posso ferire e ferire e riferire in uno stato totale di oblio, oscurità, non conoscenza e inconsapevolezza. E’ un rifugio-prigione quello stato. Rifuggo dalla responsabilità di prendere in mano la mia vita, dalla consapevolezza di essere l’artefice delle mie esperienze e mi rifugio in questo stato, in questo luogo oscuro, tenebroso, dove non vi è luce.
Ma questa responsabilità che cos’è?” (e qui subentra la sua canalizzazione):
“E’ un costrutto, un giudizio costruito, necessario ma costruito ed illusorio, che cade da sé e si scioglie, come neve al sole, quando non è più necessario. Non vi è più responsabilità, in quanto non sei tu , chiunque tu sia, a compiere le azioni ma la COSCIENZA STESSA CHE SI DISPIEGA E FA ESPERIENZA DI SE STESSA. Allora qui non vi è responsabilità individuale. Vi è solo esperienza, vi è solo la ricerca, vi è solo un allontanamento, che è ricerca del ritorno, della Luce.
LA NOSTRA UNICA RESPONSABILITA’ E’ SCEGLIERE O NON SCEGLIERE DI TORNARE VERSO LA LUCE, unicamente nel momento in cui la consapevolezza nasce dentro di sé. E quindi potremmo dire che l’unica responsabilità è DECIDERE DOVE SI VUOLE ANDARE, in quale direzione, anzi ancor meglio se si vuole andare o se si vuole restare, perché il passaggio dall’oscurità attraverso le tenebre è necessario e indispensabile.
E quindi di tutte le azioni compiute quanta responsabilità senti ancora di avere e verso chi senti di avere delle responsabilità, verso che cosa, se non avevi in quei momenti neppure la consapevolezza di ciò che stavi compiendo e di ciò che sei? “
Ora la persona riesce ad osservare le immagini delle sue vite antiche, che scorrono dentro di lei, con amore e non con lo sdegno e lo schifo provato pochi attimi prima.
Un Essere superiore la prende per mano e la porta ad un livello più alto di coscienza e le trasmette da cuore a cuore la capacità di amare tutto ciò che sta in basso. Sente più luce nel suo cuore e nel suo sguardo. Altri Fratelli si avvicinano e le dicono che anche loro in passato hanno compiuto questo processo. Dicono che queste scene non sono reali ma rappresentazioni, immagini. Esistono ma non hanno vita loro. Lei le contiene perché le ha generate ma può liberarle.
L. torna in quel luogo e benedice e ringrazia la testa di quelle creature (che sono lei) e man mano che lo fa, esse si alzano e scompaiono, così a rimanere solo spazio vuoto.

0 commenti