DIRIGERSI VERSO L’UNITA’ TRASCENDENDO LA DUALITA’
Riflessioni emerse dalla coscienza durante una passeggiata in natura:
La mente analitica non è l’opposto della mente analogica, ma il suo complementare.
L’emisfero destro non è l’opposto dell’emisfero sinistro.
L’intuizione non è l’opposto della logica.
Il pensiero non è l’opposto del sentimento.
La coscienza non è l’opposto della materia.
La luce non è l’opposto dell’ombra, ma la luce può essere definita tale proprio perché esiste l’ombra.
Se fossimo immersi in Pura Luce non ci sarebbe possibile discriminare l’ombra.
Se, al contrario, fossimo avvolti dal buio piĂą totale, non riusciremmo neppure a capire il significato della parola luce.
L’una consente all’altra di essere riconosciuta.
Queste realtà , anziché essere opposte fra di loro, si completano.
Anche il lavoro interiore conduce, nel tempo, a vedere ogni parte di se stessi come complementare alle altre, fino al processo di integrazione.
Ciò che è complementare si completa, appunto, e dalla loro integrazione si crea l’Unità e la Perfezione delle cose, l’equilibrio, l’armonia.
Se mi distanzio e mi oppongo a certe parti di me, se entro in conflitto e resistenza con le mie “ombre” o fragilità creo separazione, dualità e mi allontano dall’unità .
Solo quando vedo e riconosco che ogni singolo aspetto non poteva esistere senza quello apparentemente opposto e che, anzi, solamente grazie all’esperienza dell’uno ho potuto riconoscere e discernere anche l’espressione dell’altro, allora entro nella conciliazione e nell’accoglimento di entrambe le realtà /verità interiori e, poco a poco, le integro in me, così a divenire sempre più L’UOMO TOTALE.

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