RIFLESSIONI TRATTE DAL LIBRO DI R. BARTLETT
Condivido uno spunto di fisica quantistica, basato su una considerazione davvero importante che lessi qualche anno fa in un libro di Richard Bartlett “La fisica dei miracoli”. Capirne le implicazioni rispetto a ciò che stiamo vivendo è davvero rilevante!
Bartlett afferma che se noi acquisiamo l’abitudine di concentrarci su ciò che VOGLIAMO, l’energia della polarità opposta (ossia la condizione del NON-AVERE ciò che vogliamo) si accumulerà sotto forma di potenziale nel campo inconscio, individuale o collettivo.
Quando immagazziniamo inconsciamente l’energia del non-avere e colleghiamo una carica emotiva a quei pensieri e sensazioni (ad esempio la paura), in pratica abbiamo creato un potenziale emotivo quantistico a carica elevatissima, che porterà a noi proprio la condizione che non volevamo sperimentare (il non-avere quella cosa).
Tuttavia, se impariamo a creare e a vivere dentro di noi un potenziale di NEUTRALITA’ INTENZIONALE, col passare del tempo liberiamo la carica da noi prodotta di quel potenziale “negativo” e rendiamo disponibile energia che può fluire e dare vita ai desideri del nostro Cuore.
Cosa significa tutto questo a livello individuale e collettivo?
Significa non resistere al flusso della vita ma affidarsi, perché la vita ha i suoi alti e bassi, così come se c’è un elettrone, di carica negativa, la sua forza trova equilibrio sempre in un protone, di carica positiva; così fotone e antifotone. Quando tali cariche sono in EQUILIBRIO, otteniamo un flusso continuo e quando siamo nel flusso non ci rendiamo neppure conto della dualità.
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A livello individuale, qualche anno fa ho sperimentato sulla mia pelle quanto citato da Bartlett. Desideravo rendermi più visibile agli altri, uscendo da quella sorta di riservatezza in cui mi ero da tempo calata. Solo che questo desiderio era divenuto in me una tale BRAMA da accumulare nell’inconscio la carica esattamente opposta, soprattutto a fronte di emozioni di paura e di frustrazione, nel non vedere i risultati attesi delle azioni messe in atto in tal senso. Se prima, a mio dire, ero poco visibile, poi lo divenni ancor meno e dovetti attraversare un periodo di totale isolamento e solitudine. Questo mi servì di lezione e grazie agli studi della fisica quantistica e delle neuroscienze ebbi modo di capire molte cose, di osservarle nella mia vita e di iniziare a cambiarle, cercando di monitorare il flusso dei pensieri/emozioni e lavorare sul subconscio.
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Dal punto di vista collettivo, MANIFESTARE CONTRO LA GUERRA o PER LA PACE significa continuare a dare energia alla guerra stessa ed evidenziare che nel mondo la pace non ci sia e quindi vi sia una MANCANZA in tal senso.
Occorre stare attenti a non DARE ENERGIA A CIO’ CHE SI VUOLE EVITARE e nello stesso tempo uscire dalla percezione di mancanza, di scarsità e lavorare su noi stessi così a divenire espressioni viventi di Armonia, di Pace, di Amore.

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